La Visione
Guido chi vuole mangiare bene, ma non trova il tempo o non sa da dove iniziare, a diventare protagonista della propria settimana culinaria, con nutrizione, cucina e organizzazione.
Che cos'è la Nutrizione Culinaria
La Nutrizione Culinaria applica le scienze della nutrizione alla pratica di cucina. Studia come la scelta degli ingredienti, le cotture, gli abbinamenti e la conservazione modificano il valore nutrizionale di un piatto: perché ciò che accade tra la spesa e la tavola cambia, concretamente, quello che arriva al nostro organismo.
La Medicina Culinaria, altra branca della medicina che integro nel mio lavoro, porta questo sapere dentro la prevenzione. Nata nei centri universitari statunitensi e oggi presente anche in Europa e in Italia, integra le evidenze scientifiche della nutrizione con le competenze culinarie e con i meccanismi che governano il cambiamento delle abitudini, per trasformare le raccomandazioni in gesti praticabili ogni giorno.
È da qui che nasce il mio lavoro. Dalla ristorazione e dall'hôtellerie ho imparato che l'efficienza di spazi, tempi e processi è ciò che rende sostenibile una cucina; dalle scienze della nutrizione, il rigore con cui vanno costruite le scelte. Rigore non significa rigidità, ma rispetto della Scienza. Ciò che accade tra le mura professionali può essere replicato tra quelle domestiche, e la nutrizione può entrare nella ristorazione: far comunicare questi due mondi è il mio mestiere.
E Lab, perché questo sapere si impara facendo: si prova, si corregge, si costruisce il proprio equilibrio.
I tre elementi cardine
Tre competenze che raramente convivono nella stessa persona, e che insieme portano a un unico risultato: mangiare bene, ogni giorno, in autonomia.
Nutrizione
il perché
Dietro ogni alimento c'è la chimica, e una volta entrato nell'organismo inizia un viaggio biochimico straordinario. Capire che cosa accade al cibo, e perché una scelta vale più di un'altra, è ciò che rende stabile una decisione nel tempo. Non regole da seguire, ma criteri da usare: è la differenza tra chi esegue e chi sceglie.
Cucina
il come
Un'indicazione corretta che non diventa un piatto buono non sopravvive alla seconda settimana. Le tecniche della cucina professionale, le cotture, gli abbinamenti, il bilanciamento del piatto, sono ciò che trasforma la teoria in qualcosa che si desidera mangiare. Non ricette da replicare, ma tecniche da applicare a ciò che ti piace.
Organizzazione
il quando e il quanto
Dalla ristorazione professionale porto ciò che rende sostenibile una cucina: pianificazione, spesa, preparazioni anticipate, conservazione sicura. Quando la settimana è organizzata, mangiare bene smette di essere una decisione da prendere ogni sera.
Presi singolarmente sono tre saperi distinti. Insieme, in una sola persona, diventano autonomia: la capacità di costruire da sé i propri pasti e le proprie settimane.

Chi c'è dietro Culinary Nutrition Lab
Dott.ssa Marilena Cutino
Ci sono storie che non si scelgono: si ereditano.
La mia inizia su una pedana di legno di fronte al mare, a Isola delle Femmine, in provincia di Palermo. Erano gli anni '60, e lì mia nonna Maria e sua cugina Caterina preparavano la prima pizza del paese. Mai nessuno, prima di allora, aveva fatto la pizza a Isola delle Femmine.
Continua con mio padre Giuseppe, che aprì la sua pizzeria dieci giorni prima della mia nascita, come se volesse assicurarsi che il mio primo respiro avvenisse già nell'aria di una cucina. Crescere in un ristorante non significa solo imparare a camminare tra i tavoli: significa assorbire un modo di stare al mondo, in cui il cibo è linguaggio, relazione, identità.
Quella storia familiare mi ha formata, ma a un certo punto non mi bastava più. Sentivo che la tradizione meritava di essere portata oltre, in contesti più ampi, più sfidanti, più ricchi di significato. La laurea in Relazioni Internazionali mi ha dato gli strumenti per farlo: così sono diventata Food & Beverage Director per brand internazionali del settore alberghiero, a Muscat in Oman, a Istanbul e infine ad Almaty, in Kazakistan. Almaty in kazako significa «mela»: la città delle mele, dove il cibo è il filo conduttore perfino nel nome della città che mi ha ospitata per tre anni. Lì un grande progetto di Made in Italy mi ha messa di fronte a una domanda che non riuscivo più a ignorare: anche in un contesto non sanitario e assolutamente culinario, con il cibo possiamo fare molto di più. Ma non lo facciamo.
Era il 2021. Tutto sembrava funzionare: i numeri tornavano, le cucine dell'Executive Chef Gianluca giravano bene, la sala e il mio assistente Alex si prendevano cura della clientela, i clienti erano soddisfatti. Eppure mancava qualcosa di essenziale. In quei grandi contesti internazionali il cibo veniva gestito con precisione manageriale e in assoluta sicurezza, ma i suoi effetti sulla salute non entravano mai nel discorso: ridotti a un obbligo di compliance, a un audit da superare, a qualche prodotto per regimi speciali inserito nel menu per rispettare uno standard. Con Danilo, il direttore dell'hotel, attento alla salute e alla sostenibilità, facevamo quello che si poteva. Ma il problema era, ed è, culturale: il cibo è un argomento multidisciplinare e continuiamo a trattarlo in compartimenti stagni, quando invece ogni competenza si completa con l'altra.
È lì che ho deciso di studiare Nutrizione. Ho iniziato dal Master in Culinary Nutrition, al quale ho avuto accesso per la carriera maturata nella ristorazione e nell'hôtellerie, ed è stato quello a farmi capire che volevo andare fino in fondo. L'anno dopo, nel 2022, mi sono iscritta all'università: prima Scienze dell'Alimentazione e Gastronomia, poi la magistrale in Scienze della Nutrizione Umana.
Nel mio settore la direzione Food & Beverage, soprattutto su più strutture, è il punto più alto che si possa raggiungere: oltre c'è la direzione dell'hotel, che non mi ha mai attratta. Nemmeno la cucina, a dire il vero. Forse perché in famiglia gli chef c'erano già: mia nonna, mio padre e mio fratello Francesco, oggi Culinary Developer per Qatar Airways. Serviva qualcuno che organizzasse le cose e le persone, mentre mia madre Rosaria si occupava della struttura. Quel qualcuno sono diventata io.
È da questo percorso che nasce Culinary Nutrition Lab. La Nutrizione Culinaria, insieme ai principi della Medicina Culinaria, è per me la sintesi più coerente di tutto il mio percorso, personale, professionale e accademico. Unisce ciò che ho sempre saputo fare, stare in un ristorante, organizzarlo, dargli un senso, con ciò che ho scelto di studiare, la nutrizione, per metterla al servizio delle persone e del mondo da cui provengo. È l'approccio che meglio risponde alla domanda che mi porto dentro da anni: come si trasforma la conoscenza scientifica in un cambiamento reale, quotidiano, duraturo?
Non esiste una risposta netta. Ma esiste un approccio rigoroso, fondato sulle evidenze e profondamente umano, che parte dalla cucina per arrivare alla salute.
Oggi è questo il mio lavoro: aiutare le persone a conoscere meglio gli alimenti, a cucinare meglio, a organizzarsi meglio, a mangiare con consapevolezza dentro e fuori casa; a costruire un rapporto con il cibo libero, colto e fondato sulla scienza. In modo semplice e alla portata di tutti, perché dietro ogni alimento c'è la chimica, e una volta entrato nel nostro organismo inizia un viaggio biochimico straordinario. Ogni giorno la mia professione me lo conferma: la conoscenza degli alimenti, dal raccolto fino al piatto, insieme a un accompagnamento costante e all'organizzazione anticipata dei pasti, porta aderenza. E l'aderenza porta risultati che durano.
Nutrizione, cucina e organizzazione: è questo il filo che lega ogni tappa della mia storia, e che oggi metto a disposizione di chi sceglie di lavorare con me. Di chi sta bene e vuole restare in salute, ma fatica a trovare il tempo e l'organizzazione per farlo. Di chi ogni giorno deve porre attenzione a ciò che mette nel piatto, e ha bisogno che le indicazioni ricevute diventino pasti reali. E delle realtà della ristorazione, dell'hotellerie e del catering che vogliono portare la nutrizione nella propria cucina.
La mia strada, in tappe
Anni '60 · Isola delle Femmine
La prima pizza del paese, preparata da nonna Maria e dalla cugina Caterina
1982
La pizzeria di papà: Giuseppe la apre dieci giorni prima della mia nascita
2002–2012 · Roma
Restaurant Manager e laurea in Relazioni Internazionali
2012–2017 · Palermo
Ristoratrice: nel ristorante di papà e nel mio, quello aperto insieme a mio fratello
2017–2022 · Muscat, Istanbul, Almaty
Food & Beverage Director nell'hotellerie internazionale
2021 · Almaty
La domanda: con il cibo possiamo fare molto di più, ma non lo facciamo!
2021–2026 · Il ritorno agli studi
Master in Culinary Nutrition, laurea triennale in Scienze dell'Alimentazione e Gastronomia, laurea magistrale in Scienze della Nutrizione Umana
2023–2026 · Bologna
Cucina Evolution: consulente alimentare e coordinatrice del Longevity Evolution Program
Dal 2024 · Firenze
Docente a Le Cordon Bleu
Oggi
Culinary Nutrition Lab
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